poera-aporta.jpg

“Fatti, fattacci e fatterelli”

di Mariolina Savino

IL CONDUTTORE BRUNO VESPA VIENE PRESO QUASI DA UN ATTACCO ISTERICO!

Non se lo aspettava proprio che dopo l’uscita di Boselli in altra puntata, che Turigliatto sbattesse la porta a causa della presenza di Fiore in studio -”ne era ben consapevole”- urla stizzito Vespa.

Ciarrapico perde forza nella polemica del quale è stato protagonista, che già soffia il tifone della battuta di Berlusoni “Precaria,… sposi mio figlio” e giù fiumi di parole sui giornali per il nuovo tormentone!

Ma al popolo italiano, molto più maturo e consapevole, frega qualcosa di queste menate insulse e diciamolo pure, basse basse?

Turigliatto ha esagerato sicuramente, facendo il colpo da teatro tanto efficace quanto inutile, dando un pessimo esempio di non tolleranza quando in democrazia, fino a prova contraria tutti possono esprimere il proprio pensiero liberamente.

Il cavaliere smorza i toni seri della politica con una battuta in una intervista e tutti quelli che sono convinti che il diluvio universale è avvenuto per colpa del cummenda, “giù a ronche e forche” a tirar fuori ogni possibile disprezzo per l’antagonista politico. Insomma, siamo entrati nel vivo della campagna elettorale mentre le televisoni, quella di stato e non solo, ci deliziano con le ultime notizie,  che, tolto il sogno illusionistico del tesoretto, da qualche mese non ripetono altro che siamo finiti tutti con le pezze al c…..!

Lo stato è come una famiglia, se in un normale menage familiare dove fra genitori, nonni, figli e nipoti, metti una decina di componenti, dal capo famigia in poi, tutti spendessero soldi all’impazzata e nessuno rendiconta all’altro, con  l’aggravante di un unico stipendio in entrata, che succederebbe?

Il BOTTO!

Questo è successo, in parole poverissime, alla nostra tanto cara Italia!

Il libro La Casta lo spiega bene, se tutti i dirigenti godono di compensi da favola e l’operaio rimane ancorato ai 1200 euro al mese nel migliore dei casi, come si può pretendere di più da costui?

La famiglia Italia ora ha “troppi generali e pochi soldati”,  il lavoro non è pagato per quel che deve essere pagato ma il peggio è che molti sono pagati per non lavorare!

Enti inutili? Una marea, ma nessuno prende l’iniziativa perchè parte l’alzata di scudi di altri  dirigenti con altri uffici, sale conferenze e giù spese, senza soluzione di continuità e senza conludere nulla!

Ecco come si è impoverita l’Italia!

Le colpe sono da imputare ad un sistema che ha permesso tutto questo senza escludere proprio nessuno.

Mastella porta la croce, ma quanti possono dire di non aver favorito un amico, un parente, un amico dell’amico?

Intricatissima matassa e il bando è introvabile.

Il merito è davvero una chimera e chi studia o si prodiga da mane a sera per mostrare il proprio valore, si vede sorpassato dal tipo raccomandatissimo di turno che senza sforzo alcuno, giunge al traguardo. Sarà lo stesso che poi, una volta al sicuro, parlerà male del proprio posto di lavoro, ma che il giorno 27 del mese, sarà il primo ad andare a ritirare lo stipendio e quando lo cerchi …è fuori stanza!

Sugli sprechi e mala gestione, la dice lunga la storia della monnezza di Napoli e non fa una piega manco la vicenda della storica Alitalia.

Stiamo svendendo il fiore del nostro orgoglio italiano in tutti i settori per incapacità gestionali difficili da individuare, tanti sono i responsabili.

Una ricetta semplice semplice, potrebbe rimettere ogni cosa al suo posto.

L’Italia  per la propria conformazione geografica ha 3 grandi contenitori:

Il nord- lo sviluppo passa principalmente attraverso l’industria

Il centro – turismo culturale e tipicità locali e piccola impresa

Il sud – turismo, produzioni tipiche, mare, monti e artigianato locale

Per ognuno di questi territori sono importanti i collegamenti viari, navali e aereoportuali.

La promozione territoriale,  principalmente la cura del territorio.

Se ognuno di questi contenitori, dietro ad un progetto mirato a lungo termine, rispettasse la propria natura e le proprie possibilità di produrre ricchezza, l’Italia sarebbe un giardino profumato, un eden della nuova economia!

Ora si vuole chiudere Malpensa, e portiamo tutti a Parigi, la monnezza di Napoli ha distrutto l’immagine della bufala campana e dei prodotti tipici. Il turismo nel centro Italia non prende verso tanti sono i galli a cantare, l’euro non ci aiuta e facciamo la fine di quelli che hanno l’oro ma che non lo sanno vendere o di chi, vende l’immagine del proprio territorio investendo soldoni pubblici, mentre su tutti i media vanno le foto dei sorcetti che  “zompano da un sacchetto all’altro”!

Accade anche che in Basilicata si scopre il petrolio, dopo le grandi promesse di sviluppo “i primi a goderne devono essere i lucani!”… risultato, da quei territori è ricominciata l’emigrazione.

In sintesi, che ci facciamo di tutte  queste promesse, dei supervisori, iper dirigenti superpagati se poi sta andando tutto a rotoli? 

In tutto questo intrecciatissimo “casino”, Turigliatto, non coglie la buona occasione per esporre il suo programma elettorale, gli basta sentire quello di Fiore, si alza, “si incazza” e sbatte la porta…. a Porta a Porta!