ALDO MORO

LA POLITICA SI INTRECCIA CON LA VITA DI OGNUNO DI NOI, IL RICORDO ANCORA VIVO DI ALDO MORO

a cura di Mariolina SAVINO

Assomigliava a mio padre, con quei capelli brizzolati e quel bianco che spuntava in mezzo alla fronte.

Ero una giovane segretaria presso un autosalone di macchine a Lavello, a pochi chilometri dalla mia amatissima Melfi. Il mio fidanzato, l’uomo che poi sposai, mi accompagnava al mattino in ufficio e finito l’orario di lavoro veniva a prendermi con la splendida 500 fiat rossa con i sedili in pelle.
Quel giorno Mario aveva una faccia tirata; lui democristiano indefesso, fratello del segretario della DC del suo paese, vissuto in amore dello scudo crociato, mi guardò silente e rabbuiato.

Non capivo, ma cominciavo a preoccuparmi, pensavo ai miei genitori, il terrore che fosse successo qualcosa a loro.
Finalmente sbottò “hanno trovato Aldo Moro”, e mentre eseguiva una “depraiata”, con la fantastica 500, vedevo che saliva la rabbia nel suo racconto, “lo hanno trovato ucciso e dentro al cofano di una macchina. Un uomo così onesto e per bene! Dicono che siano state le Brigate Rosse e che tutto è avvenuto a causa del compromesso storico che volevano fare con Berlinguer”. Rimasi di sasso. A noi giovani piaceva Aldo Moro e Enrico Berlinguer, li vedevamo come l’emblema della politica contrapposta ma pulita, due belle persone unite dalla passione per il loro paese, ma quello che hanno fatto ad Aldo Moro, ha sconvolto la nostra generazione.
Giorni e giorni legati alla televisione che riportava i particolari di quella uccisione efferata e che non aveva in ogni caso, alcuna plausibile spiegazione! Anni di piombo e di paura, anni oscuri mai illuminati dalla verità fino in fondo.
Da quel giorno, e mi sembra ieri, sono passati trent’anni. Sono davvero tanti e racchiudono storie personali di tanti di noi. Anni che hanno mi hanno vista sposa, madre di tre meravigliosi ragazzi, poi separata, anni di dolore per la morte dei miei genitori, e anche Mario non c’è più.

Nel frattempo la politica è cambiata, si è allontanata dai cittadini, ha percorso strade diverse a volte accidentali, ma Moro è rimasto l’emblema di un’Italia che amava quel personaggio e che ancora oggi, a trenta anni da allora, lo ricorda in maniera indelebile, perché nulla ha scalfito quella figura pacata ed emblematica che ha scritto pagine eterne di storia.

In ricordo di un giorno tragico per un uomo che, come tutti, aveva diritto di vivere!