DALLA QUESTIONE INCENERIMENTO RIFIUTI ALLA CEMENTIR, UNA GRANDE SPINTA PER AFFRONTARE A MUSO DURO LA SITUAZIONE AMBIENTALE NELLA ZONA INDUSTRIALE S.CHIODO, S. ANGELO IN MERCOLE.

Il primo passo importante per affrontare in modo serio e con determinazione la situazione dell´inquinamento nell´Alta Marroggia, mai risolta, ma di nuovo tornata nelle preoccupazioni di tanti, a partire dalle popolazioni locali, dopo la richiesta della proprietà Cementir di essere autorizzata a bruciare CdR nell´impianto di Sant´Angelo in Mercole.

Di rilievo sono state le informazioni emerse perché si possa capire meglio la situazione. Innanzitutto CdR.q., e q sta per qualità. in Umbria non ce n´è. Per cui se si volesse giustificare l´autorizzazione con la necessità di completare il ciclo dei rifiuti questo non è vero. Si tratterebbe oltre che tenerci i rifiuti della nostra regione, di bruciare anche quelli degli altri. Il CdR poi, per aver un potere calorifico accettabile deve essere composto, per oltre il 70 % di carta e plastica ( 32% e oltre di plastica), per cui non si deve pensare che sia soluzione assimilabile al bruciare legna in un camino. Bruciare in un cementificio non è la stessa cosa che bruciare in un cosiddetto termovalorizzatore, significativamente ribattezzato cancrovalorizzatore da uno dei relatori, Michel Druìn. Le ceneri infatti oltre che a dover essere smaltite, ( quando si brucia ha detto l´Ingegner Luciani, non si cancella il rifiuto, lo si trasforma, e le ceneri, pari all´incirca ad 1/3 della materia iniziale, finiscono in discarica, e nel caso dei cementifici anche nel cemento e quindi nelle case), L´età degli impianti poi non è indifferente ma decisiva, perché i vecchi impianti per essere idonei vanno completamente ristrutturati, pena, in caso contrario, di rilascio nell´aria di sostanze altamente pericolose.

E´ stato chiarito anche che le dichiarazioni del Sindaco Benedetti, prima e dopo le elezioni, che non ci saranno termovalorizzatori a Spoleto, non significa un bel nulla ed e fuorviante, perché un cementificio non è un impianto che la legge definisce come termovalorizzatore, avendo caratteristiche diverse.

Non ci si è nascosto neanche che ciò che brucia oggi la Cementir possa essere pericoloso per la salute, indipendentemente dai sistemi di controllo messi in atto. Non è comunque sostenibile che il CdR a priori possa essere considerato meno pericoloso delle fonti energetiche attualmente utilizzate nell´impianto di Sant´Angelo in Mercole.

I motivi per cui si chiede di bruciare CdR o rifiuti in genere sono solo legati al profitto, infatti per chi li brucia piuttosto che costi ci sono significativi finanziamenti a favore dei proprietari degli impianti.

I presenti, Paciotto, Legambiente, Bocchini esperto di energia, Briguori Casa Rossa, Parente Spoleto a 5 stelle, Druìn, Attac, ma lo stesso è stato il parere degli intervenuti tra il pubblico, hanno sostenuto la centralità della raccolta differenziata completa, con il metodo porta a porta, e la rinuncia a produrre materiali non riciclabili.

Concordi su questo punto fondamentale, è stata presa di petto la situazione dell´ Area Santo Chiodo, Sant´Angelo in Mercole. Le paure e le proteste della popolazione richiedono risposte urgenti, lo stirene che esce dai camini della IMS rimane un fatto concreto, così come le sostanze dei fumi emessi dalle altre aziende. La richiesta per un impianto per la pollina dell´azienda Novelli è poi una ulteriore fonte di preoccupazione.

Solo poche ma importanti differenze tra i partecipanti, sulla questione tassa o tariffa per i rifiuti e sulla gestione pubblica o privata del cicli virtuosi del riciciclo; noi siamo fermamente per i primi perché più democratici e soli ad essere capaci di garantire l´interesse generale.

Tutto ciò registrato si impone la necessità di costruire strumenti popolari, per una partecipazione indipendente dalle Istituzioni, perché solo un soggetto terzo che rappresenti ( organizzandola ), la popolazione, nella difesa della salute dal rischio industriale può modificare la situazione a vantaggio delle popolazioni. Solo un soggetto popolare attivo può contrastare la logica del profitto che sta dietro le scelte dei “capitani” dell´industria, e in questo senso le scelte energetiche fatte dai padroni delle aziende, dipendono, come per l´occupazione o il salario, esclusivamente dal guadagno.

I partecipanti all´iniziativa hanno avuto il merito di considerare l´incontro di ieri come l´inizio di un lavoro, che dovrà proseguire con fatti concreti nei prossimi giorni e mesi.

Tale è la necessità richiesta dalla realtà ambientale a Spoleto e dai tanti presenti ieri all´incontro, superiori alle aspettative.

ASSOCIAZIONE CULTURALE CASA ROSSA Spoleto

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